Ciao a tutti....molti si chiederanno il perchè di questo Blog....Ho voluto creare questo spazio per poter lasciare una traccia di me e della mia vita e scrivere come dice il titolo...senza freni,ovvero senza limitazioni.Poi ho voluto anche dare una dimostrazione ai miei amici che io e la tecnologia non siamo proprio due cose opposte....
Era doveroso dedicare un Post ad uno dei duelli più avvincenti che fa parte della storia del mondiale Superbike. Corre l' anno 1998, teatro della battaglia Assen i due pretendenti al titolo mondiale sono King Carl Fogarty e Franchie Chili.
Qui di seguito troverete i video di questa epica battaglia all' ultimo sangue,ne vedrete delle belle.
La vera chicca la troverete nel secondo video,dove alla fine di Gara 2 Franchie viene intervistato da Giovanni Di Pillo per TMC....mi viene in mente una sola parola, Spettacolare!
Sintesi di Gara 2 commentata in Inglese, un' altra storia...
Sintesi degli ultimi 3 giri con la mitica intervista finale!Grande Frankie!
Ecco qui una sezione più leggera, dove troverete argomenti divertenti e rilassanti per aiutarvi a scacciare i pensieri negativi accumulati durante la giornata.
Tutto ciò che sa fare il nostro cervello!
Leggi anche se ti sembra bizzarro!
Seocndo uon stiduo di uan univretisà inlegse l‘oridne dlele letetre all‘intreno di uan praola nno è improtatne, ciò ceh improta è al pirma e l‘utliam letetra. Il retso nno improta motlo in qulael oridne si trvoa, lo leeggrai comnuque sezna prbloema
Se vedi qualcosa ruotare, corri dal medico!Non c‘è niente che si muove!
Guarda l‘interno di questa immagine e concentrati. Cosa vedi? Leggi la spiegazione sotto riportata per comprendere cosa hai realmente visto! Interessante no?
Degli studi hanno dismostrato che i bambini non riconoscono questa immagine intima, perchè la loro memoria non conosce ancora questa situazione. Ciò che vedono i bambini sono 9 delfini.. Li vedi anche tu ?
Illusione ottica Guarda bene le immagini che seguono …
Infatti …
… la realtà è che non si muove nulla!
...le linee rosse orizzontali sono parrallele o no?
Cosa vedi? Una spirale o dei cerchi?
Concentrati sulla croce al centro e dopo alcuni secondi ti accorgerai che i cerchi rosa che girano sono in realtà VERDI!!!
Concentrandoti sulla croce al centro vedrai che i cerchi rosa spariscono e solo il cerchio verde (che in realtà è rosa) rimane!
E il meglio alla fine ......
E' la migliore illusione ottica.....
Segui le istruzioni:
1) Concentrati sui 4 puntini all‘interno dell‘immagine per 40 secondi
2) Immediatamente dopo sposta il tuo sguardo lentamente verso un muro vicino (deve essere liscio e possibilmente monocromatico)
3) Vedrai così formarsi lentamente una chiazza chiara (continuaosservarla attentamente)
4) Sbatti le ciglia e vedrai formarsi una immagine all‘interno della macchia
Più o meno un anno fa, ci fu una notizia che fece capolino su tutti i quotidiani nazionali, ovvero i guai con il fisco di alcuni personaggi famosi come sportivi ed attori. I nomi che apparvero sulle testate giornalistiche furono quelli di Loris Capirossi, Ornella Muti e Valentino Rossi. La storia che ebbe un risvolto mediatico maggiore fu quella di Valentino Rossi che fece alcune conferenza stampa oltre a quella risolutrice all' agenzia delle entrate.
VENIAMO AI FATTI:
Valentino Rossi avrebbe nascosto all'Agenzia delle Entrate un imponibile di 60 milioni di € non dichiarati dal 2000 al 2004. Per tale motivo (a parte le sanzioni di carattere penale per l'omissione di dichiarazione di un importo superiore ai 75 mila euro) rischia una multa fino a 100 milioni.Nel 2002, ad esempio, il campione avrebbe dichiarato nel modello 730 appena 500 euro. DA DOVE ARRIVA LA MAXI SANZIONE? Da un reddito imponibile di 60 milioni l'imposta non pagata ammonterebbe invece a circa 25 milioni, più gli interessi di mora. La sanzione applicata varia da 2 a 4 volte l'imposta evasa: in questo caso, arriverebbe ai 100 milioni. Anche se, alcuni tributaristi sostengono che nel 90% dei casi e più, i contribuenti «pizzicati» dal fisco preferiscono patteggiare avvantaggiandosi così di sanzioni che vengono ridotte anche di un terzo. RICOSTRUIAMO LA STORIA: Le disgrazie fiscali di Rossi nascono con la sua decisione di trasferire la residenza in Gran Bretagna il 15 marzo del 2000. Rossi in questi anni, e più precisamente dal 6 aprile 2000, ha presentato le dichiarazioni tributarie in Inghilterra ma per cifre irrisorie, attestando di essere residente ma non domiciliato. Una situazione che gli ha permesso di usufruire del «resident but not domicilied» che consente al contribuente di dichiarare solo i redditi prodotti in Inghilterra. In questi anni Rossi avrebbe dichiarato in Italia i soli redditi di fabbricati e in Inghilterra i redditi prodotti nell'isola, cioè quasi nulla. Scomparse invece le ricche sponsorizzazioni e il contratto con la Yamaha. I consulenti fiscali di Rossi per sviare gli agenti del fisco hanno costituito una serie di società estere alle quali sono stati intestati i vari contratti delle sponsorizzazioni. Dalla ricostruzione dell'Agenzia delle entrate sarebbe emerso che, oltre ad avere in Italia la sede principale degli affari e interessi economici, Rossi ha mantenuto un solido legame «di natura sociale e familiare». Infine si è giunti ad un accordo tra le 2 parti, Valentino Rossi dovrà pagare al fisco 35 milioni anzichè i 100 milioni di sanzione calcolati.
A questo punto io mi chiedo...... che insegnamento viene fuori da questa vicenda? Cari Italiani, è inutile che pagate le tasse perchè qualora veniste pizzicati dal fisco, con un bel patteggiamento riuscireste a pagare la metà di quanto dovreste pagare in tasse. In questo momento mi viene in mente una sola parola... IMBARAZZANTE! Mi sto rendendo conto sempre più che in Italia viene premiato chi vive nell' illegalità mentre chi paga sempre e tutto, è il povero pirla della situazione. Che dire di Valentino Rossi..... grande pilota non c'è dubbio, ma moralmente come la mettiamo? poi la goccia che fa traboccare il vaso....nella conferenza stampa organizzata dall' agenzia delle entrate, un giornalista domanda: " Valentino Rossi, cosa si sente di dire agli italiani, soprattutto ai lavoratori dipendenti che non possono sfuggire al pagamento delle tasse?"
Valentino risponde: " Cosa devo dire hai lavoratori?...eh, è così....LE TASSE VANNO PAGATE!!!"
Veramente senza parole....
Ecco qui una parte della conferenza stampa tenutasi all' agenzia delle entrate.
Nelle prove libere di venerdì il più veloce in pista è stato Max Biaggi che si è sempre trovato a suo agio sul circuito di Brno frantumando il record dell' anno precedente, girando in 1'58''965, secondo tempo per Jakub Smrz 1'59''125, terzo tempo per la Ducati di Troy Bayliss con 1'59''166. Alle sue spalle le Suzuki del tedesco Max Neukirchner 1'59''250 e dello spagnolo Fonsi Nieto. Per quanto riguarda le qualifiche ufficiali del sabato un mostruoso Troy Bayliss a Brno conquista la superpole completando un giro perfetto. Il pilota della Ducati ha fermato il cronometro a 1'58"345, questo significa Superpole e nuovo record del circuito. Alle spalle di Bayliss, Corser su Yamaha in 1'58"451. Ottimo terzo tempo per Michel Fabrizio 1'58"853 che ha preceduto l'altra Ducati di Max Biaggi (1'59"069). Finito il giro lanciato mentre Biaggi stava per scendere in pista, Troy Bayliss dichiara ai microfoni di La7:"Ho fatto un buon giro, adesso vediamo Max, lui qui è sempre molto forte, se fa meglio di me gli farò i complimenti perchè io ho guidato al massimo,più di così non potevo fare" Queste sono frasi da vero campione che fanno bene allo sport. Ora veniamo alle 2 gare di Domenica.
-Gara 1-
Partito dalla pole, Bayliss resta a guardare per buona parte della gara tenendosi comunque nelle prime posizioni, al 12°passaggio dopo aver studiato a fondo gli avversari decide che è giunto il momento di agire. Infila uno ad uno gli avversari in staccata e si porta al comando. Tenta la fuga, ma Corser cliente non facile si tieni a distanza di errore pronto ad infilare Bayliss qualora sbagliasse, ma Troy è deciso più che mai e con autorità a tre tornate dalla fine fa segnare il giro veloce della gara mettendo fine alle speranze di Corser conquistando il gradino più alto del podio in Gara 1. Al secondo posto si è piazzato un grande Corser che ha tenuto sotto pressione Bayliss fino alla fine. Sul terzo gradino del podio è salito Michel Fabrizio, che ha superato Biaggi nel giro finale al termine di un avvincente duello, al quinto posto si piazza Kiyonari. In sesta posizione troviamo Noriyuki Haga che ha preceduto gli altri due piloti in lotta per il mondiale, Max Neukirchner e Carlos Checa. Prestazione positiva per la wild card Niccolò Canepa (Ducati). A fine gara Bayliss,Corser e Fabrizio nell' ordine hanno dichiarato:
Troy Bayliss: "Era da tanto che non vincevo e Brno in passato e' stata sempre una pista difficile per me quindi sono felicissimo di aver conquistato la vittoria. Ho dovuto lottare un po' all'inizio per stare con gli altri ma la performance della mia moto non è peggiorata, pian piano ho trovato maggior feeling e alla fine ho vinto abbastanza in scioltezza."
Troy Corser: "Sono abbastanza soddisfatto, la moto andava bene per la prima metà della gara poi la gomma posteriore e' calata un po' e ho perso qualche decimo. Quando Troy mi ha superato ho cercato di stare con lui ma, rispetto a me, aveva un po' più di grip in uscita dalle curve. Ho spinto il più possibile per seguirlo, ma non volevo buttare via il secondo posto come a Miller."
Michel Fabrizio: "E stata una bella gara, a metà gara ho calato un po' il ritmo però dopo sono andato a prendere Max e l'ho passato proprio nell'ultimo giro. Avevo provato a passarlo anche in altri giri ma avevo la gomma dietro completamente finita."
Risultati Gara 1: 1. Bayliss T. (AUS) Ducati 1098 F08 40'22.724 (160,57 kph); 2. Corser T. (AUS) Yamaha YZF-R1 1.468; 3. Fabrizio M. (ITA) Ducati 1098 F08 3.272; 4. Biaggi M. (ITA) Ducati 1098 RS 08 3.475; 5. Kiyonari R. (JPN) Honda CBR1000RR 3.791; 6. Haga N. (JPN) Yamaha YZF-R1 9.120; 7. Neukirchner M. (GER) Suzuki GSX-R1000 9.358; 8. Checa C. (ESP) Honda CBR1000RR 11.787; 9. Kagayama Y. (JPN) Suzuki GSX-R1000 17.228; 10. Sofuoglu K. (TUR) Honda CBR1000RR 17.705; 11. Muggeridge K. (AUS) Honda CBR1000RR 22.347; 12. Nakatomi S. (JPN) Yamaha YZF-R1 25.563; 13. Canepa N. (ITA) Ducati 1098 F08 25.699; 14. Nieto F. (ESP) Suzuki GSX-R1000 34.064; 15. Lavilla G. (ESP) Honda CBR1000RR 36.545; 16. Tamada M. (JPN) Kawasaki ZX-10R 43.934.
Highlights Gara 1
-Gara 2-
Troy Bayliss è irresistibile anche nella seconda manche e si aggiudica anche Gara 2, per lui è doppietta su una pista che era sempre stata ostica per la Ducati e una grande iniezione di morale dato che era da 8 gare che non saliva sul gradino più alto del podio. Grazie a questo successo il pilota australiano rafforza la leadership in campionato, con ben 79 punti di vantaggio su Neukirchner, quinto al traguardo. Lotta a colpi di gas e staccate al limite per il secondo posto tra Max Biaggi e Michel Fabrizio, è quest' ultimo a prevalere con un sorpasso da cardiopalma all'ultimo giro. Al quarto posto un positivo Corser, Kiyonari chiude in sesta posizione. Peccato per la wild car Niccolò Canepa in Sella alla Ducati 1098 RS 09 costretto al ritiro da un guasto meccanico che ben aveva fatto in Gara 1. Da segnalare anche l' impressionate rimonta di Noriyuki Haga, che partito dai box è riuscito a risalire fino alla settima posizione.
A fine gara Bayliss,Fabrizio e Biaggi hanno dichiarato:
Troy Bayliss: "Ovviamente sono molto contento per come e' andata la giornata oggi, e' un ottimo risultato per quanto riguarda la classifica di campionato ma ho fatto davvero due belle gare. Durante la gara mi sentivo a mio agio ma Corser aveva un buon ritmo fino a due terzi della gara e a quel punto ho capito che era il momento di attaccare. C'ho impiegato un po' ma verso la fine i ragazzi dietro mi stavano raggiungendo ma mancavano pochi giri al traguardo."
Michel Fabrizio: "Sono state due belle gare, questa seconda forse ancora di più. Purtroppo mi hanno fatto perdere il passo a metà gara e non sono riuscito a stare dietro gli altri. Non so perché, perché la mia 1098 era perfetta e verso la fine ho cominciato a fare degli ottimi tempi."
Max Biaggi: "Fabrizio era la mia ombra oggi! E' stata davvero dura, ho fatto del mio meglio per tenerlo a bada ma nell'ultimo giro mi ha superato. Ho provato a superarlo nuovamente ma non ce l'ho fatta. Il terzo posto va bene lo stesso, durante la gara sono sempre rimasto nel gruppo dei migliori. Spero la prossima volta le cose vadano meglio ma e' comunque un buon risultato."
Risultati Gara 2: 1. Bayliss T. (AUS) Ducati 1098 F08 40'16.436 (160,988 kph); 2. Fabrizio M. (ITA) Ducati 1098 F08 0.928; 3. Biaggi M. (ITA) Ducati 1098 RS 08 1.259; 4. Corser T. (AUS) Yamaha YZF-R1 1.785; 5. Neukirchner M. (GER) Suzuki GSX-R1000 3.942; 6. Kiyonari R. (JPN) Honda CBR1000RR 7.910; 7. Haga N. (JPN) Yamaha YZF-R1 11.297; 8. Nieto F. (ESP) Suzuki GSX-R1000 11.375; 9. Kagayama Y. (JPN) Suzuki GSX-R1000 13.103; 10. Sofuoglu K. (TUR) Honda CBR1000RR 18.978; 11. Smrz J. (CZE) Ducati 1098 RS 08 19.106; 12. Rolfo R. (ITA) Honda CBR1000RR 20.556; 13. Lanzi L. (ITA) Ducati 1098 RS 08 21.775; 14. Lavilla G. (ESP) Honda CBR1000RR 26.372; 15. Nakatomi S. (JPN) Yamaha YZF-R1 26.922; 16. Checa D. (ESP) Yamaha YZF-R1 27.109.
Ho deciso di creare questa sezione per sfogarmi, e per scrivere tutto quello che a mio parere in Italia non va e che mi fa incazzare terribilmente. Sarà che sto invecchiando, e si sa, quando l' uomo invecchia diventa più riflessivo ed inizia ad affrontare temi che prima non lo sfioravano minimamente.
Bene,iniziamo con una premessa..... Con il referendum abrogativo del 1987 fu di fatto sancito l' abbandono da parte dell' Italia del ricorso al nucleare come forma di approvvigionamento energetico ed infatti di lì a poco le quattro centrali nucleari in Italia furono chiuse. Questa scelta è abbastanza discutibile, forse a quei tempi dettata dal disastro di Cernobyl ma non del tutto sbagliata a mio parere in quanto il nucleare è si un' immensa fonte di energia, ma presenta il rovescio della medaglia quali le scorie radioattive e la sicurezza. E' anche vero che rispetto al 1987 di passi nel senso della sicurezza se ne sono stati fatti e anche di molto grandi. Il tema del nucleare è tornato alla ribalta con la nuova legislatura affidata al governo Berlusconi, che ha promesso che entro la fine del suo mandato darà il via alla costruzione di una centrale nucleare. Secondo il Premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia,questa non è la soluzione per l' Italia. In una recente intervista ha dichiarato: “Il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero, il sole”. " Quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, 30 anni fa! Quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dallo Stato per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie”. “ Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali." " Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell’umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l’anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso”. “C'è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 mega watt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell’elettricità di una centrale nucleare da un giga watt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un giga watt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”. "I nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente”. Se è così semplice, perché allora non si fa? “Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’è accaduto del resto per il computer vent’anni fa”. (30 marzo 2008) Carlo Rubbia comunque non chiude le porte all' energia nucleare, o almeno chiude le porte all' energia nucleare ricavata dall' uranio e apre il portone per quanto riguarda l' energia nucleare prodotta con il Torio. Il Torio è molto più abbondante in natura rispetto all' uranio, ed è presente anche in Italia in discrete quantità basti pensare che sarebbe utilizzabile per migliaia di anni. Per produrre un giga watt di energia, servono 200 tonnallate di uranio, mentre con il Torio ne basterebbe una sola tonnellata. E' molto più sicuro rispetto all' uranio, in quanto la reazione non è autosostenuta, ma necessita di un piccolo acceleratore di particelle per bombardare i nuclei di Torio e causarne la fissione. Ciò significa che spegnendo l' acceleratore di particelle la reazione si arresta. Per quanto riguarda le scorie, quelle di Torio hanno bisogno di uno stoccaggio di qualche centinaio di anni rispetto alle centinaia di migliaia di anni delle scorie di uranio. Ora sta a voi trarre le conclusioni, affidarsi alla politica energetica obsoleta del ministro Scajola o ascoltare un premio Nobel per la fisica? La cosa che mi fa incazzare di più è che in Italia le idee innovative ci sono, le menti geniali in grado di risolvere i problemi ci sono, è la voglia di rischiare, di investire in qualcosa di poco conosciuto e di investire sulla ricerca che manca, è ora di venir fuori da questo immobilismo! Chissà se anche questa volta saremo battuti sul tempo dagli americani, o magari dai francesi e dai tedeschi che sono più aperti verso nuovi orizzonti?! Spero di sbagliarmi e che l' Italia anche questa volta non perda il treno per essere all' avanguardia nel campo delle nuove tecnologie per la produzione di energia più pulita.
Mi sembrava doveroso dedicare un Post di questo Blog a Troy Bayliss,un grande campione che fa appassionare tutti quanti Ducatisti e non al mondo delle corse,in particolare alla Superbike. Sono i suoi duelli a sportellate con gli altri piloti vedi per esempio Nitro Nori a tenere incollati gli spettatori al teleschermo per tutta la durata della gara. Signori e signori, i piloti Superbike sono uomini veri! Lottano fino alla fine senza scorrettezze e non si lamentano mai se non riescono a vincere dando la colpa alle gomme o al pilota che li ha infilati con una manovra al limite del regolamento! Questo è un altro mondo,non ha nulla a che vedere con la Moto GP dove ci si lamenta troppo e ci si dimentica spesso e volentieri di mettere tutto il "manico" che si ha per vincere le gare. Buona lettura a tutti.
-Biografia
Il nostro campione nasce il 30 marzo 1969 a Taree in Australia. La prima moto arriva 6 anni, un regalo del padre che Troy guida nei dintorni della fattoria,fino a quando all' età di 10 anni decide di darsi alle gare. Fino a 14 anni, frequenta con il padre le piste di motocross e dirt track e partecipa alle competizioni. La sua passione per gli sport lo indirizza verso il surf che pratica nel tempo libero e che gli permetterà di conoscere la futura moglie Kim, non ancora domo decide di darsi anche alle gare di ciclismo. Nel 1993 Troy convola a nozze con Kim, decidendo che era giunto il momento di dedicarsi alle gare di velocità correndo in sella ad una Kawasaki 600, e prima della fine dell'anno, disputa alcune gare nazionali di campionato australiano. I primi risultati non tardano ad arrivare,nel 1994 Troy con la stessa moto, si qualifica 6° nel Campionato nazionale Australiano 600, e vince la gara delle 600 a Bathurst. La conferma delle potenzialità del ragazzo avviene nel 1995 con il secondo posto conquistato nella classifica finale del campionato. Nel 1996, Troy grazie anche al supporto del Team Kawasaki Australia, partecipa al Campionato Australiano di Superbike ed ottiene un incredibile 3° piazzamento finale! Il 1997 è l' anno della svolta, il mondo può finalmente vedere Troy gareggiare in due importanti eventi mondiali e riconoscerne il talento e il potenziale. Non solo Troy migliora il suo risultato del 1996 piazzandosi 2° nel Campionato Superbike australiano in sella ad una Suzuki, ma partecipando come "wild card", stupendo i team ufficiali finendo al 5° posto entrambe le manche della gara di Campionato del Mondo Superbike a Phillip Island. Nel 1997 Darrell Healey, dopo aver visto per TV il 6° posto di Troy nel GP 250cc a Phillip Island in sella alla Suzuki,in qualità di proprietario del Team GSE, telefona a Troy subito dopo il GP, e lo invita a trasferirsi in Inghilterra per disputare con una Ducati GSE il Campionato Superbike inglese. All'inizio del 1998, Troy parte con la famiglia per l'Inghilterra dove conclude all'8° posto il Campionato Superbike inglese. La serie di successi è solo all' inizio,conquista 6 pole position e 5 piazzamenti in prima fila (pole escluse), ottiene complessivamente 6 vittorie e sale 14 volte sul podio, vincendo il Campionato inglese con un margine di 28 punti laureandosi campione inglese di superbike. Agli inizi del 2000 si traferisce in USA per partecipare, con una Ducati del Team Vance & Hines, al Campionato AMA Superbike. Subito impressiona per il suo stile di guida aggressivo, e conquista la pole position nella prima gara, la 200 Miglia di Daytona, ma durante la gara cade. Anche al secondo appuntamento di Sears Point piazza la sua Ducati in pole position, ma la gara viene annullata per avverse condizioni meteorologiche. La carriera di Troy è giunta inconsapevolmente ad una svolta, viene interpellato telefonicamente dalla sede della Ducati in Italia, per sostituire Carl Fogarty caduto durante gara 2 di Phillip Island. Per usare le parole di Troy, "Ricevo una telefonata dalla Ducati e mi chiedono se sono interessato a correre per loro. Sicuramente non hanno dovuto chiedermelo due volte…!" Troy inizia a farsi conoscere e ad incantare il pubblico con una serie di prestazioni spettacolari. Dovrà aspettare solo poche gare prima di conquistare la prima vittoria a livello mondiale. Il primo posto ottenuto ad Hockenheim in Germania, è seguito da un'altra vittoria davanti al calorosissimo pubblico inglese di Brands Hatch. Alla fine di tutte le gare Troy termina il Mondiale Superbike al 6° posto. Nel 2001, dopo aver sorpreso tutti nell’anno precedente, Bayliss si presenta al via del campionato Superbike con il team ufficiale Ducati. Si dimostra subito molto costante nel rendimento e competitivo, a Monza il ducatista assesta la prima stoccata agli avversari vincendo entrambele gare. Dopo queste 2 vittorie ne seguirono altre al Lausitzring ed a Misano. Ad Assen, Bayliss ottiene la sua seconda doppietta stagionale e conquista il titolo iridato nel suo primo anno completo in Superbike con due manche di anticipo rispetto alla fine del campionato. Nel 2002 si ripresenta ai nastri di partenza del mondiale Superbike sempre in sella alla Ducati e nella prima parte di stagione compie vittorie a ripetizione, solo l’americano Colin Edwards su Honda riesce a limitare il distacco. Sfortunatamente a partire dalla gara di Laguna Seca, l’accoppiata Bayliss-Ducati inizia a rallentare e il texano Colin Edwards comincia a rosicchiare punti su punti al rivale fino a balzare in testa alla graduatoria di un punto prima dell’ultimo round staginale di Imola.Ad Imola va in scena la “madre” di tutte le battaglie tra piloti di moto: Bayliss ed Edwards si sfidano a suon di sportellate dando vita ad uno spettacolo ineguagliabile, la spunterà l' americano conquistando il titolo iridato, con Bayliss che comunque festeggerà con sincera gioia il trionfo del suo rivale.Nel 2003 la Ducati sbarca in Moto GP e decide di affidare una delle due moto a Troy. In Spagna riesce a conquistare il suo primo podio, ma Troy rimane pur sempre un debuttante e paga lo scotto del noviziato con qualche caduta di troppo nelle gare successive.L’australiano torna sul podio in Germania ed in Repubblica Ceca, ma è protagonista di un brutto incidente in Australia che gli fa perdere la possibilità di vincere il premio quale migliore debuttante. Il 2004 è l' anno della crisi Ducati in MotoGP, la moto è sempre molto nervosa, scorbutica e quindi non facile da domare,riesce comunque a fare qualche buon piazzamento sfiorando anche il podio. Nel 2005, Troy si ritrova come guida della Honda del team Pons a causa del licenziamento della Ducati per la non gloriosa stagione precedente. Qui ha inizio il suo periodo buio in quanto non riesce a sfruttare appieno le potenzialità della nuova moto, il miglior piazzamento sarà un 6° posto, inoltre non riuscirà a finire la stagione a causa di una frattura riportata in un allenamento di Motocross. Quando ormai sente di aver toccato il fondo, ecco che qualcuno in Ducati non si è dimenticato delle sue mirabolanti imprese in Superbike. Così il team manager Davide Tardozzi gli propone di ritornare a correre nell team ufficiale in Superbike. Troy accetta senza indugio, l' accoppiata vincente che ha regalato tante soddisfazioni hai tifosi di tutto il mondo torna a formarsi. Eccoci catapultati nel 2006, l' anno della riscossa. Si preannuncia come una delle stagioni più combattute della Superbike, ma Bayliss in sella alla Ducati Xerox ufficiale non smentisce le attese e travolge tutti gli avversari a "manate" di gas, tanto da ottenere 8 vittorie nelle prime 11 gare. A metà stagione la furia di Troy si placa complici alcune cadute, gli avversari nella fattispecie di Haga, Toseland e Corser, sembrano poter rialzare la testa, ma Troy placa subito i loro bollenti spiriti tornando al successo sul circuito di Brands Hatch. La marcia trionfale prosegue senza incertezze e ad Imola con ben tre manche di anticipo, il ducatista viene nuovamente incoronato Campione del Mondo tra il tripudio generale dei tifosi italiani. Ma la stagione di Troy non è ancora finita, la Ducati gli offre la possibilità di correre l’ultima gara di Moto gp a Valencia in sostituzione dell’infortunato Gibernau. Bayliss accetta la proposta e dopo aver disputato delle qualifiche straordinarie, domina la gara dal primo all’ultimo giro mettendo in fila i tanto celebrati campioni della Moto gp.I l 2006 sarà ricordato nella storia del motociclismo come l’anno di Troy Bayliss! Il 2007 vede il neo campione del Mondo chiamato a difendere il titolo conquistata l’anno precedente. Dopo la prestazione deludente della prima gara, Bayliss torna al successo a Phillip Island, ma nel weekend successivo a Donington incorre in uno degli incidenti più terribili della sua carriera che gli costa l’amputazione del dito mignolo della mano destra. Troy torna in sella già dalla gara successiva tornando al successo in gara 2 ad Assen dopo una sfida epica col " pianista " James Toseland, seguita dai trionfi di Silverstone e Misano. Purtroppo il progetto 999 non è più in grado di reggere il passo della concorrenza e il ducatista deve così abbandonare la lotta all’iride, ma questo non gl’impedisce di ottenere altri 2 successi al Lausitzring ed a Vallelunga. La stagione 2007 per Bayliss termina con un esaltante quarto posto, ma per l’australiano non è ancora tempo di rilassarsi, lo aspetta lo sviluppo del nuovo progetto Ducati Superbike per l' anno 2008, la 1098. Troy dichiara di voler chiudere la carriera motociclistica in sella a questa moto nella stagione 2008 con la vittoria del suo 3° titolo mondiale, che starebbe a significare la chiusura di un ciclo iniziato nel 2001 in sella alla 998 per poi passare dal 2006 in sella alla 999 e il 2008 in sella alla 1098. Chissà se riuscirà in questo suo ambizioso ultimo progetto. Quello che è certo è che ne vedremo delle belle!
Siamo nel 2000 in Gara 2 di Superbike a Monza, Troy Bayliss su una pista mai vista prima, su una moto che non conosce molto bene anche se è pur sempre una Ducati ufficiale, piazza la staccata più bella di sempre. Dal 5° posto passa al primo in pochi metri sverniciando tutti. Buona visione.
Campionato Superbike 2001,in questa stagione Bayliss si laurea per la prima volta campione del Mondo Superbike!
Imola 2002 Gara 2,teatro di una delle più grandi battaglie motociclistiche di tutti i tempi.Colin Edwarda vs Troy Bayliss,un solo punto li separa in classifica generale. Più di 90.000 persone pronte ad una battaglia all' ultimo colpo di gas.Io c' ero! Mamma mia che spettacolo!